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-LA SCELTA DEL MATERIALE

-LA LAVORAZIONE

-LA SGROSSATURA

-LA BOCCA MOBILE

-GLI OCCHI POSTICCI

-L'AGGANCIO DELLA TESTA AL CORPO

-IL CORPO

-GLI ARTI

-LA MANOPOLA E IL FERRO

-GLI STRUMENTI

-I COLORI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA SCELTA DEL MATERIALE  (top)

Le marionette per la maggior parte vengono costruite in legno. Si tratta di vere e proprie sculture lignee: qui di seguito analizziamo alcuni esempi di materiali utilizzati. Le caratteristiche del legno che un artigiano deve considerare sono: durezza, resistenza, peso. I tre tipi di legno più usati nella scultura sono: cirmolo, tiglio, noce. Questi tipi di materiale hanno caratteristiche e impieghi diversi.

 

Il cirmolo  è un legno molto morbido e leggero piuttosto poroso non particolarmente robusto, usato quasi esclusivamente nell’intaglio di marionette o simili, fin dall’epoca preromana, come testimoniano le pupe, primi esempi di bambole snodate realizzate interamente in legno; vere e proprie bambole per bambini antesignane dei giocattoli moderni. Tra le più famose e storicamente importanti troviamo Clepelia; pupa di epoca romana.

 

Il tiglio è un legno di media durezza molto compatto, probabilmente il più usato nella scultura d’intaglio su mobili e portoni.

 

Il noce è un legno molto duro, compatto e assai resistente. È molto usato nella costruzione di mobili e si presta ottimamente alla scultura di grandi soggetti infatti è stato utilizzato fin dal medioevo per la scultura di grandi crocifissi lignei.

 

 LA LAVORAZIONE  (top)

Durante la scelta del legno si deve porre attenzione a due caratteristiche:

  1. assenza di nodi

  2. venatura lineare

 

 

È necessario individuare in quale direzione va la venatura del legno

 

 

 

Individuata la direzione della venatura bisogna sapere che mai si dovrà intagliare nel senso opposto

 

 

 

L’intaglio dovrà sempre essere effettuato seguendo la venatura o attraversandola

 

 

LA SGROSSATURA (top)

Una volta scelto il pezzo di legno ed il soggetto inizia la sgrossatura. Il pezzo di legno deve essere ridotto ad una figura geometrica che racchiuda il soggetto dal suo rilievo maggiore al suo rilievo minore.

Fatta questa prima operazione, con l’aiuto di una matita, si iniziano a tracciare i volumi principali del soggetto, nel caso di una testa si tracceranno il naso, l’arcata sopracciliare e la linea della mandibola. A questo punto si può iniziare a modellare. Non si dovrà mai risolvere un particolare prima di aver raggiunto l’impostazione generale del soggetto.

Nel caso di una testa la bocca mobile, gli occhi finti e le orecchie saranno gli ultimi elementi ad essere lavorati essendo le parti più fragili. Una parte particolarmente critica nella lavorazione di un volto umano è quella tra naso e bocca. L’errore in cui s’incorre più spesso è quello di risolvere definitivamente il naso, togliendo così il legno da cui ricavare il labbro superiore.

 

 

 

LA COSTRUZIONE DELLA BOCCA MOBILE (top)

Nella lavorazione di una testa con bocca mobile lo scultore dovrà impostare la testa nella sua completezza, collo compreso, portare a termine l’intaglio di tutte le parti esclusa la parte che comprende il labbro inferiore ed il mento, che andranno tolte per creare il vano entro il quale verrà inserita la bocca posticcia. La bocca mobile, che è un elemento a se stante, si sposta sul principio di una leva che si muove su un fulcro. La bocca è un tassello di legno la cui estremità è intagliata in maniera pertinente al resto del volto che dovrà accoglierla. All’estremità opposta, completamente celata all’interno della testa, viene fissata una molla che ha sede nel collo della testa. Il movimento di questa molla è antagonista a quello di uno spago fissato sulla stessa estremità: tirando lo spago dall’alto la bocca si aprirà; lasciando lo spago la molla richiuderà la bocca. questa articolazione si muove su un perno che attraversa il tassello che crea la bocca, posto approssimativamente sulla metà della sua lunghezza.

 

 

 

GLI OCCHI POSTICCI (top)

Esistono due tipi di occhi finti, quelli di vetro, usati fin dall’antichità e quelli più moderni di plastica che sono più leggeri e meno delicati. Qualora si decidesse di apportare occhi artificiali lo scultore dovrà tralasciare nell’intaglio la parte delle palpebre e del bulbo e creare un ampio foro che accolga l’occhio nella sua quasi totalità. Dopo averli posizionati in modo simmetrico e compatibile tra loro creerà le palpebre con uno stucco a base di legno tritato che verrà poi nascosto con la coloritura. È buona norma che la palpebra superiore copra lievemente la pupilla e la palpebra inferiore lambisca appena la parte sotto dell’iride. Prima d’inserire l’occhio artificiale nel foro è opportuno foderarlo con uno strato di cellofan: questo accorgimento eviterà di sporcarlo con lo stucco e nello stesso tempo di poter vedere comunque l’occhio per posizionarlo nel modo corretto. Il cellofan verrà poi rimosso con una piccola lama quando lo stucco si sarà asciugato.

 

 

 

AGGANCIO DELLA TESTA AL CORPO (top)

La testa si articola al corpo all’interno di un grosso foro sul lato superiore del torace tra le spalle. All’estremità del collo è posto un gancio che all’interno del foro del torace verrà attraversato da un perno che trapassa il corpo della marionetta da parte a parte.

 

IL CORPO (top)

Solitamente il corpo è diviso in due parti: il tronco e il bacino o anca. Il tronco parte dalle spalle fino alla vita ed ha al suo interno la sede per il collo della testa come abbiamo visto prima. È lievemente sagomato a seconda delle esigenze del personaggio (magro, grasso, etc…). Ai lati del corpo all’altezza delle spalle ci sono due occhielli dove verranno legate le braccia. L’anca invece è semplicemente un parallelepipedo la cui faccia anteriore è resa obliqua con un taglio che spiove circa dalla sua metà al margine inferiore posteriore creando così una superficie rivolta verso l’interno. A questa facciata obliqua verranno inchiodati i lembi di stoffa delle gambe. Il tronco e il bacino saranno collegati tra di loro per mezzo di un lembo di stoffa. Questa divisione serve per rendere più snodata la marionetta. In alcuni casi quando il personaggio è di secondaria importanza invece il tronco e il bacino sono un pezzo unico.

 

 

 

 

GLI ARTI (top)

 

Solitamente una delle due mani viene realizzata in posizione di presa, cioè con il pollice e l’indice a contatto tra loro in modo da creare un foro nel quale possono alloggiare eventuali oggetti di scena. Per questo scopo verrà anche fatto un foro sul palmo per far passare un filo collegato poi all’eventuale oggetto (es. bottiglia, spada…). Normalmente le mani vengono realizzate comprese di avambraccio, invece dal gomito alla spalla il braccio è costituito da un lembo di stoffa, sempre che la marionetta sia vestita come nella maggior parte dei casi; viceversa sarà scolpita anche questa parte di braccio. La mano richiede assoluta delicatezza nella lavorazione e sgorbie di dimensioni contenute. Essendo molto delicata, anche in scena, è opportuno scolpire le dita unite tra loro in modo da formare un corpo unico a scapito anche della miglior bellezza nelle dita separate, ma molto soggette a vere e proprie fratture.

 

 

 

 

 

 

Anche le gambe sono divise in due parti: la coscia e il polpaccio. Sull’estremità superiore della coscia sarà applicato un lembo di stoffa che verrà fissato al bacino. Le articolazioni delle ginocchia si basano sul principio “maschio-femmina”. Sull’estremità inferiore della coscia si crea un’incisione che accoglierà la “spina” posta sull’estremità superiore del polpaccio fissati tra loro da un perno. Si creerà un “fermo” sulla parte anteriore del ginocchio in modo da permettere solo il movimento all’indietro per ottenere un movimento più realistico.

 

 

 

I piedi normalmente non sono articolati e sono fissati per mezzo di una “spina” alla caviglia. Vengono intagliati a seconda delle esigenze del personaggio e spesso sono coperti da vere e proprie scarpe.

 

 

IL FERRO, LA MANOPOLA, LE CORAMELLE, I FILI (top)

 

L’iconografia più usata per rappresentare l’oggetto che sorregge la marionetta è l’impugnatura a croce con fili che partono da essa, ma noi ci occuperemo del tipo a ferro e manopola. All’estremità superiore della testa è posto un occhiello al quale è agganciato il ferro che sorregge la marionetta. All’altro capo del ferro c’è la manopola, il “motore” della marionetta, l’impugnatura che il marionettista utilizzerà proprio per muovere la marionetta. Alla manopola sono attaccate delle lamelle di cuoio o di pelle dette “coramelle” da cui partiranno i fili collegati per i vari movimenti. Nella parte anteriore superiore della manopola sono attaccate due coramelle per le braccia; in quella inferiore due coramelle per le gambe. Nella parte posteriore superiore è attaccata una coramella per la schiena; in quella inferiore una coramella per la bocca mobile. Queste coramelle con rispettivi fili sono il numero base di una marionetta; per ogni altro movimento bisognerà aggiungere coramelle e fili di conseguenza. I fili delle braccia sono legati con un nodo scorsoio intorno al polso; i fili delle gambe sono legati a due occhielli posti preventivamente sulle ginocchia; il filo della schiena è legato, sempre ad un occhiello posto a metà di essa: questo filo è importantissimo perché serve soprattutto a tenere in equilibrio la marionetta; il filo della bocca è legato allo spago del meccanismo che abbiamo visto in precedenza.

GLI STRUMENTI (top)

Gli strumenti per l’intaglio si chiamano sgorbie e sono di tipi, forme e dimensioni svariate e quindi poco catalogabili. Nell’intaglio di ornati è necessario rispettare determinate regole che impongono l’uso di sgorbie dalla lama concava dette unghie la cui curvatura per il taglio deve corrispondere esattamente alle curve del soggetto che si va a copiare, o semplicemente i tipi di curvature che i vari stili di ornato impongono. Per quanto riguarda la scultura figurativa la scelta e il modo d’impiego dei vari strumenti è molto più personale, non si può individuare con precisione una sgorbia particolarmente indicata. In ogni caso le unghie sono gli strumenti più variegati e più utili nella scultura. 

 

 

 

 

I COLORI (top)

Sin dall’antichità le sculture lignee vengono dipinte con colori terrosi o tempere. Se il legno è particolarmente poroso sarà opportuno passare un primo strato a base di acqua e gesso sul quale in seguito si procederà con i colori a tempera. Come ultima operazione è essenziale la finitura con uno strato di cera che fisserà i colori dando loro un aspetto antico e facendone risaltare i volumi.

 

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