a cura di Franco Lupi VIIITEORIA - PRATICA - PROVE - SPETTACOLO        

 

 

 

 

 

             

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

corso
completo

PREMESSA (top)

Le “compagnie di marionette” sembrano spesso soggiacere ad un destino particolare e tipico: quelle che sono sopravvissute – alle guerre, alle deportazioni, alle crisi economiche, alla televisione – sono oggi in Europa poche, gestite dalle stesse famiglie che le hanno fondate (di solito tra il ‘700 e l’800) e sono delle complesse e formidabili “macchine da spettacolo”, cariche di tutto quel fascino che solo il tempo, l’intrinseca magia degli attori di legno scolpito, l’arte superba di chi muove i fili da duecento anni possono dare ad uno spettacolo. Noi siamo appunto questo: eredi di tradizione bicentenaria del teatro di figura; di generazione in generazione, il patrimonio tecnico ed artistico non ha cessato accrescersi di nuove soluzioni, spettacoli, invenzioni, fino ai giorni nostri. Un vero e proprio tesoro inestimabile di perizia marionettistica e d’esperienza di palcoscenico (o meglio: di “ponte” come si dice in gergo). Un doppio patrimonio quindi, umano e artistico, dove la tradizione si misura con il tempo e il gusto attuale coniugando ancora stupore e sentimenti con i sensi moderni nello spazio magico del racconto fantastico, utilizzando marionette, scene e oggetti di scena mossi dalle mani di persone letteralmente nate tra i fili.

OBIETTIVI (top)

 E’ obiettivo del laboratorio proprio portare a conoscenza dei ragazzi soprattutto questo sentimento e cercare di trasmettere in loro un po’ di quel calore artistico che ormai, con il freddo utilizzo di computer, videogame, televisione, è andato perduto quasi completamente.

FINALITA’  (top)

Per questo motivo le finalità del laboratorio tendono a valorizzare le capacità manuali e artistiche dei ragazzi facendo confluire, l’attività manuale di costruzione e l’espressione marionettistico–recitativa, nel saggio–spettacolo finale.

DURATA (top)

Ogni incontro ha la durata di 2 ore; fatta eccezione per il settimo incontro che necessita di circa 4 ore.

A CHI E’ RIVOLTO (top)

Ai ragazzi del 2° ciclo di scuola elementare e scuola media inferiore.

NUMERO PARTECIPANTI (top)

Una classe con massimo 30 allievi

ESIGENZE (top)

Un’aula della scuola dove poter dipingere e costruire le marionette, potendo lasciare le cose fatte senza doverle spostare ogni volta; anche perché non sempre tutto sarà completamente asciutto e lo spostamento potrebbe danneggiare il lavoro dei ragazzi.

PROGRAMMA  (top)

  • INCONTRO CON RAGAZZI E INSEGNANTI PER LA SCELTA DEL TESTO PER LO SPETTACOLO

 

  • COSTRUZIONE DELLE MARIONETTE IN CARTAPESTA

 

  • PITTURA FONDALI

 

  • PITTURA DELLE MARIONETTE

 

  • PROVE DI RECITAZIONE PER LO SPETTACOLO

 

  • PROVE DI MOVIMENTO E RECITAZIONE PER LO SPETTACOLO

 

  • PROVA GENERALE IN TEATRO – SPETTACOLO

 

SVOLGIMENTO (top)

1° incontro                 Conoscenza  con i ragazzi e insegnanti. Presentazione del lavoro dei prossimi giorni. Scelta di un testo da rappresentare durante il saggio spettacolo. In questa fase sarà molto importante l’apporto dell’insegnante. Brevi cenni di storia marionettistica. Differenza tra marionetta e burattino. Tecniche di movimento.

2° incontro               Costruzione delle marionette dei personaggi necessari alla rappresentazione del saggio-spettacolo rispetto al testo scelto. Il materiale utilizzato sarà cartapesta. I ragazzi modelleranno i corpi, le teste e gli arti.

3° incontro                Pittura delle scene dei quadri da rappresentare durante il saggio-spettacolo rispetto al testo scelto. Il materiale utilizzato sarà: stoffa, colori lavabili, pennelli, matite.

4° incontro               Consegna dei copioni ad ogni partecipante, divisione delle parti, prova di recitazione.

5° incontro               Pittura e assemblaggio delle marionette costruite al precedente secondo incontro.

6° incontro               Prova di movimento marionette e recitazione.

7° incontro              In teatro. Prova generale e spettacolo. Sarebbe importante in teatro perché per i ragazzi qualunque       altro spazio non susciterebbe quell’emozione che un vero palcoscenico, un vero sipario, un vero buio di sala magicamente trasmettono.

 

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